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A 33 anni non so che ca**o fare della mia vita

Ciao!

Sono Tommy e a 33 anni non so che ca**o fare della mia vita.

A gennaio 2025 ho aperto la partita IVA come web designer freelance. Gli affari hanno iniziato ad andare bene e, un anno dopo, mi sono ritrovato a rimettere in discussione tutto.

Vuoi che sia colpa di un mercato sempre più saturo, vuoi che sia colpa del “sistema” che lascia sempre meno margine di manovra… ma eccomi qua.

Ho aperto questo spazio — questi spazi, per la verità — per raccontare il mio percorso di cambiamento e provare a documentarlo: la formazione, gli esperimenti, le idee che funzionano, quelle che probabilmente non funzioneranno e, soprattutto, il tentativo di capire cosa voglio fare “da grande”.

Dove sono adesso

Attualmente lavoro come impiegato: stipendio garantito a fine mese e zero sbatti legati alla burocrazia del lavoro autonomo.

Allo stesso tempo, però, sono anche una delle tante partite IVA italiane che devono fare i conti con un mercato che corre velocissimo e con tutto quello che comporta provare a costruirsi qualcosa in proprio.

A un certo punto mi sono detto:

“Meh, la situazione è questa. Che devo fare? Sto fermo ad aspettare oppure provo a prendere in mano la situazione e darle una svolta concreta?”

Quello è stato il punto di non ritorno.

Una strada vuota che prosegue verso l'orizzonte
Il momento in cui inizi a muoverti senza sapere ancora esattamente dove stai andando.

Quando ho iniziato a rimettere tutto in discussione

Non c'è stato un grande evento epocale. Più che altro una serie di segnali che, messi insieme, hanno iniziato a pesare.

Instagram non cresceva. Proporre un sito WordPress agli stessi prezzi di qualche anno fa mi sembrava sempre meno sostenibile. Il budget che molte aziende dedicano a questo segmento mi appariva sempre più risicato.

E poi c'è tutto il rumore intorno.

Spesso mi capita di vedere Reel e video a tema “Trust the Process”, dove alla fine la responsabilità sembra ricadere sempre sulla singola persona: non sai mostrare il tuo valore, non sai trovare i clienti nel modo giusto, non comunichi abbastanza bene, stai sicuramente sbagliando qualcosa.

Io non credo che sia sempre così semplice.

Il digitale sta cambiando. Cambiano gli strumenti, le competenze da acquisire, i modi in cui ci si forma e il valore che il mercato attribuisce a quello che sappiamo fare. Si aprono scenari nuovi e, inevitabilmente, altri iniziano a restringersi.

Questo non significa che il web design sia morto o che non ci sia più spazio per lavorare. Significa che io ho iniziato a chiedermi se la strada che stavo percorrendo fosse ancora quella che volevo continuare a seguire nello stesso modo.

E quindi, adesso cosa faccio?

Probabilmente questa strada che sto intraprendendo andrà male.

E, onestamente, non so nemmeno che ca**o sto facendo.

Ma devo provarci.

Devo farlo per me stesso e anche per tutto il tempo che ho investito nel formarmi in questi anni. Non necessariamente per buttare via quello che ho costruito, ma per capire come posso usarlo in modo diverso.

In questo percorso voglio raccontare le scelte che faccio, gli esperimenti, gli errori e i motivi che mi porteranno a imboccare una strada invece di un'altra.

Provare. Sbagliare. Riprovare. Probabilmente risbagliare. E magari, prima o poi, trovare una quadra.

Non voglio insegnarti nulla e non voglio diventare l'ennesimo “maestro di vita” su Internet.

Voglio semplicemente raccontare cosa succede quando, a un certo punto, ti rendi conto che forse devi riscrivere qualche pezzo.


Questo è Tommy Unplanned.

Nulla è pianificato. Ma tutto si può riscrivere da zero.